13 giugno 2016

GUIDA AL CONTO-VENDITA: COME VENDERE I PRODOTTI HANDMADE.

In questo post voglio parlarti del contratto di conto-vendita che spesso sento nominare quando si parla di lavori d'artigianato in termini di hobbistica.

Spesso su Facebook mi capita di leggere post nei quali si chiede come ci si deve comportare - da un punto di vista fiscale - nel caso si decida di vendere i propri prodotti handmade all'interno di alcuni negozi.


L'attività di vendita di prodotti fatti a mano crea spesso molta confusione, sia perché la normativa da rispettare è di per sé un po caotica (per i vari regolamenti regionali), sia perché in rete si trovano informazioni spesso non corrette.

Ma come si differenziano gli hobbisti dai venditori professionali?
Ecco i punti che lo spiegano:

  • L'hobbista svolge l'attività di vendita in modo occasionale per un max di 30 giorni all'anno;
  • I prodotti creati dall'hobbista non devono avere un valore superiore ai €250, in alcune regioni non devono superare i 100 euro;
  • I ricavi derivati dall'attività di vendita non devono superare la soglia di 5.000 euro annui.

Essendo quindi un venditore occasionale, per l'hobbista la normativa fiscale è piuttosto semplice.

Detto ciò ti spiego come si svolge l'attività con contratto di conto vendita.
Prima di tutto devi stampare il modulo del Contratto di conto-vendita in duplice copia e compilarlo con i tuoi dati.
Nella tabella dovrai scrivere quali prodotti hai deciso di lasciare al negoziante, con le relative quantità ed il prezzo.
Sta a te poi decidere la percentuale da lasciare al negoziante nel caso di vendita. In questo caso, naturalmente, il prezzo sarà maggiorato rispetto a quello iniziale. 
Importante è non tralasciare le firme, sia la tua che quella del negoziante. 
Una volta finito una copia la terrai tu e una sarà del negoziante.

Cosa succede in caso di vendita?
Se la vendita avviene tra soggetti privati, l'hobbista non ha l'obbligo di rilasciare ne ricevute fiscali ne scontrino. Se invece la vendita avviene tra hobbista e un committente con partita iva (il negoziante), dovrai rilasciare una ricevuta non fiscale con marca da bollo del valore di €2 se l'importo venduto supera la cifra di € 77,47.
Il blocchetto delle ricevute non fiscali lo trovi facilmente nelle cartolerie.

Non meno importante è la Dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà, utile per la vendita delle opere d'ingegno. Puoi allegare una copia al contratto di conto-vendita. Inoltre la devi portare sempre con te anche quando partecipi ai mercatini dedicati all'handmade.

Una piccola parentesi va anche alla vendita online dei propri prodotti artigianali.
Tantissimi hobbisti ormai provano a vendere i loro prodotti handmade utilizzando la rete internet.
Purtroppo ad un hobbista non è consentito avere un proprio sito e-commerce, ma questo non significa che non possa vendere in rete ciò che produce.
E' possibile ovviare al problema facendosi aiutare dai vari marketplace presenti in rete.
I più conosciuti? MissHobby, DaWanda, Etsy.

Spero che questo articolo ti sia stato utile.
Per ogni dubbio scrivimi una mail all'indirizzo ibiscocreazioni@yahoo.it

Buon lavoro e W il "fatto a mano"!

Giulia

11 commenti:

  1. Grazie mille x tutte le informazioni....in questi casi c'è sempre da imparare....�� Ale

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    1. Grazie a te per aver letto! Buon lavoro!

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  2. Grazie, posso condividere sulla mia pagina Fb?

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    1. Ciao, certo che puoi condividerlo! Grazie 😊

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  3. grazie per le spegazioni mi chiedo pero' il negoziante quando vende le mie creazioni emette scontrino fiscale? se cosi fosse a lui figurerebbe un entrata e quindi delle tasse ..io poi gli devo altro oltre la provvigione patuita in contratto ? grazie Maria

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    1. No, il negoziante deve solamente emettere la ricevuta non fiscale e non lo scontrino. Una volta venduta la tua merce, al negoziante spetta solo la provvigione pattuita.

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