Un po di Storia: IL GIOIELLO

Dagli Antichi Egizi ai giorni nostri.

Fin dal Paleolitico l'uomo sviluppò la tendenza a realizzare e a indossare ornamenti realizzati con componenti naturali come conchiglie, pezzettini d'osso, pietra e denti di animali.
Con l'avanzare del tempo ha poi iniziato a realizzare oggetti con materiali rari e di difficile reperibilità che conferivano importanza e prestigio alla persona che li indossava.
Il gioielliere, ai tempi della Preistoria, era un lapidario; era colui infatti che tagliava e levigava le pietre.
Ma è solamente con l'Età del Bronzo che si iniziò ad utilizzare tecniche di lavorazione dei metalli che andavano ad arricchire gli ornamenti preesistenti come ad esempio le conchiglie. Queste erano largamente utilizzate dalle donne egizie come protezione contro la sterilità.
Portare con sé questi oggetti significava anche proteggersi contro le malattie e le forze del male.
Si creavano quindi ornamenti nei quali albergava superstizione, bellezza, magia e potere.
Sempre nell'Età del Bronzo ci fu l'avvento della scrittura (anche detta proto-scrittura) con la quale l'uomo sviluppo l'interesse verso i minerali di origine alluvionale: i minerali d'oro e l'oro nativo.
L'età dell'Oro ha inizio in Egitto dove si credeva che questo prezioso metallo fosse la carne di Ra, il dio del Sole.

Bracciale di Amanishakheto - Regina di Nubia

Per gli occidentali l'oro ha invece un significato votivo. Una leggenda indiana narra che il nostro mondo abbia avuto origine da un'uovo d'oro.
Maya e Incas invece instaurarono un profondo legame tra dei e oro.
L'uomo così ebbe un desiderio profondo di adornarsi per motivi religiosi.

Più tardi prese il sopravvento la funzione estetica degli ornamenti. Infatti, nel 3000 a.C. iniziarono ad utilizzare alcune tecniche di lavorazione dette "della granulazione". Tecnica che poi fu portata avanti dagli Etruschi.

Fibula etrusca in oro realizzata con la tecnica della granulazione

Anche nell'antichità le mode cambiavano e si evolvevano. Ad esempio durante l'età classica greca venivano prodotti gioielli dalle linee semplici, mentre nell'età ellenistica raffinatezza e splendore erano elementi fondamentali per la realizzazione degli ornamenti.

Orecchino a navicella in oro
presso il Museo Archeologico di Taranto.

La civiltà romana fu la prima ad utilizzare l'anello come segno di fidanzamento, ma anche come sigillo e talismano.
Durante il suo viaggio da Venezia al Catai (nome in origine della Cina settentrionale), Marco Polo ebbe modo di raccogliere documenti sull'India, terra di provenienza dei diamanti. Proprio quest'ultimi vennero subito apprezzati in occidente per la loro caratteristica durezza tale da conferire invincibilità a chi li indossava.

Gioiello di Canning - Fine XVI secolo.
Pendente in oro con smalti, diamanti, rubini e perle


Fino al Medioevo i gioielli venivano usate a scopi politici di rappresentanza. Il loro uso era limitato alle particolari cerimonie imposte dalla tradizione. Un esempio sono i gioielli della Corona d'Inghilterra.

Gioielli della Corona inglese

Un'ordinanza di Luigi IX (1214-1270) stabiliva che le donne, anche se principesse o regine, non potessero indossare diamanti poiché l'unica donna degna era la Santa Vergine.
Ma Carlo VII di Francia (1403-1461) ruppe la tradizione, in quanto, invaghito di Agnès Sorel, le regalò ogni varietà di gioielli compresi i diamanti.
Fu così che la professione di gioielliere riuscì ad emergere ed iniziò una nuova moda.
Cosimo I de' Medici riservò le botteghe di Ponte Vecchio agli orafi dando prosperità all'arte di creare gioielli non solo come oggetti sacri o reali.
Ovunque l'orafo godeva di protezione e privilegi.

Durante il Rinascimento si inizia a ricercare l'abbinamento tra gioielli e capi d'abbigliamento.
La gioielleria entrò a far parte del mondo dell'arte.
Anche tra l'alta borghesia si diffuse la richiesta di gioielli; nel 1767 a Parigi c'erano ben 314 gioiellieri che lavoravano duramente per soddisfare l'enorme richiesta di ornamenti.
Nel 1837 ebbe inizio il periodo Vittoriano che introdusse nuovi materiali e nuove tecniche di lavorazione, come la placcatura ideata dall'italiano Brugnatelli.
Nel 1870 furono scoperti dei giacimenti diamantiferi sudafricani; tale scoperta diede la falsa idea che i diamanti potessero essere alla portata di tutti.
Alla fine del secolo nacque l'art Noveau, giudicata come una moda dallo stile decadente che non aveva nulla a che fare con gli stili dei secoli precedenti.

Gioiello appartenente all'era dell'art noveau

Negli anni Venti prende vita l'art Decò che sostituisce le forme armoniche con quelle geometriche legate al Cubismo.

Negli anni successivi e fino ai giorni nostri, il mondo moderno si sente più libero di seguire i propri gusti guidati dalle mode imposte. L'originalità è alla base delle ricerche della moda attuale.
Ad oggi le capitali del gioiello sono Roma, Milano, Valenza, New York, Parigi e Tokyo.
L'Italia è il maggior produttore ed esportatore mondiale di gioielli e la loro storia è narrazione dello sviluppo delle capacità artigianali dell'uomo nel tempo.

Nessun commento:

Posta un commento